Nota 3
Dal 22.1.92 al 5.5.92 seguii anch'io uno di questi corsi quello tenuto presso il Liceo classico Franchetti di Mestre, direttore il Prof. C.D.. Si discusse di fisica, dei
problemi assegnati alla maturità, dei test di ingresso per le classi prime, della valutazione quadrimestrale, delle prove strutturate e delle problematiche relative; interessante
l'intervento del Prof. C. in quell'occasione, sulla generalizzazione delle metodologie da usare nelle esperienze presentate "... cercare di vedere e capire qual'è la metodologia
generale da applicare a qualsiasi esperienza che viene proposta ai ragazzi e quali i metri di valutazione" quindi anche se, l'esperienza è semplice e ben conosciuta dall'insegnante
sarà opportuno trarne dei riferimenti generali. Sull'etica e la valutazione formativa e sommativa, sui sistemi autopoietici (ricorsivi in se che si auto verificano feed-back), sulla
capacità dell'alunno a riconoscere e trattenere, sulle finalità dell'insegnamento. Al riguardo ci si chiese se fose ancora oggi pericoloso l'insegnante che insegna democrazia cioè
ad essere critici !!!. Si accennò alla pedagogia, alla sociologia e alla psicologia, tutti argomenti poco noti agli insegnanti si disse allora, come ora. Poi sui nuovi programmi,
sui D.P.R. sul D.L. 417 sul fatto che la scuola era legata ancora a vecchissimi "Regi Decreti" (965), sui principi generali di responsabilità, sulla responsabilità amministrativa e
patrimoniale e sulla responsabilità civile verso terzi.
Quello che manca a quasi tutti gli insegnanti è proprio una minima base socio psico pedagogica seria.
Personalmente mi ritengo fortunato perchè nel mio percorso di insegnante ho potuto affrontare le problematiche dei ragazzi di ogni età; dai bambini di cinque ai dieci
anni, prima come istruttore di educazione fisica della Federazione Ginnastica Italiana (C.O.N.I.); poi dei ragazzi più piccoli come insegnante (abilitato) di Matematica
ed Osservazioni Scientifiche alla Scuola Media Inferiore; infine dei ragazzi dai quattordici ai diciotto anni nei trienni degli Istituti Professionali di tutta la
Provincia.
In relazione al metodo, anzi a questo nuovo metodo di insegnamento, ricordo che già nei primi anni 70 (76/77) quando facevo le supplenze alla Scuola Media, giunsero
dal Ministero le ormai famose griglie di valutazione. Che io ricordi, sono sempre state avversate dai colleghi che avevano una certa anzianità di Ruolo; questo
atteggiamento non è mutato in tanti anni. Ora che una certa anzianità ce l'ho anch'io posso capirne i motivi. Ho trovato pochissimi insegnanti che applichino il
sistema modulare, che strutturino le loro unità didattiche in base a tutti i crismi proposti dai nuovi (si fa per dire) programmi, che elaborino delle belle prove
strutturate e poi rivedano il loro percorso didattico in base al principio del feedback. Mi è accaduto, insegnando in un Istituto Salesiano, dove questi eccezionali
teologi, pedagoghi e psicologi oltre che laureati in una specifica materia, fanno dell'insegnamento la loro missione dedicandovi interamente il loro tempo. Credo
proprio che tutto questo non si possa chiedere ad un povero insegnante, padre di famiglia, che spesso prima di arrivare a Scuola si fa un'ora di treno, e quindi si
alza alle 5,30 del mattino e che percepisce uno stipendio medio mensile netto di ben 2.050.000 lire. A volte lo fanno i colleghi singol se non hanno eccessivi
impegni.
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